Dall’anno scorso il 24 agosto ha cessato di essere una data qualunque. Per gli abitanti del centro Italia quel mercoledì ha significato molto: drammatiche perdite, totali cambiamenti di vita, intere esistenze da reinventare. Ad un anno di distanza dal terremoto che ha colpito le zone di Norcia, Amatrice e Accumuli, ridisegnando la geografia abitativa dei Sibillini, si cominciano a stilare i primi concreti bilanci sul processo di ricostruzione.

Nel territorio marchigiano moltissime sono le aziende danneggiate dagli eventi sismici che si sono susseguiti tra agosto e ottobre e che stanno cercando di far fronte all’emergenza nonostante le tante difficoltà. “Per fortuna abbiamo interrotto la produzione solo per un breve periodo – mi spiega al telefono Massimo Gravucci, titolare dell’azienda agricola “Le Spiazzette” di Amandola – ma per mesi abbiamo lavorato in un laboratorio dichiarato inagibile. Per metterlo in sicurezza ho dovuto fare io tutti i lavori, altrimenti non avremmo potuto rispettare tutte le consegne”. Sì, perché dove non riescono le organizzazioni statali, arriva la solidarietà: quella dimostrata dalla Stampa di Torino, che ha donato diversi moduli abitativi, o quella dei tanti che hanno scelto di acquistare prodotti provenienti proprio dalle zone colpite. “La solidarietà è stata moltissima – continua Gravucci – ben al di sopra di ogni aspettativa. In un attimo abbiamo vuotato il magazzino, gli ordini arrivavano da ogni parte d’Italia”.

L’anima di un luogo, dopotutto, è il commercio e testimonianze come questa lo confermano; far ripartire le attività, promuovendo le tipicità del territorio, è essenziale per la rinascita di borghi e paesi che altrimenti rischierebbero di scomparire. Devono averlo pensato anche gli ideatori di Coraggio Marche, portale web che mette in comunicazione i produttori marchigiani provenienti dalle zone terremotate con potenziali clienti, informando anche sulla situazione post-sisma. Ad idearlo la società di comunicazione Marvel Adv in collaborazione con lo chef stellato Errico Recanati del ristorante “Andreina” di Loreto.

Com’è nata l’idea Coraggio Marche e qual è il suo scopo?

Coraggio Marche nasce dopo le scosse di fine ottobre, in seguito ad una telefonata tra Emanuela Ercoli, art director della Marvel Adv e lo chef Recanati, entrambi preoccupati per le sorti dei produttori di quelle zone. Cercando una soluzione concreta che permettesse di aiutare non solo nell’immediato, ma anche a lungo termine, è nato Coraggio Marche. L’intento è quello di promuovere, tramite la comunicazione e la cucina, le micro eccellenze dei Sibillini così da dargli visibilità e permettere l’accesso a mercati ai quali non riuscirebbero ad accedere per mancanza di budget destinati alla promozione.

Come uniscono le proprie forze la Marvel Adv e lo chef Recanati?

La società di comunicazione e lo chef Recanati hanno ruoli comuni ma declinati in modi diversi. La Marvel Adv racconta attraverso i social e il sito le aziende e i loro prodotti, imposta campagne di promozione e raccolta fondi, supporta nell’organizzazione di eventi e aiuta anche fisicamente i produttori nel momento del bisogno, come accaduto durante l’emergenza neve. Errico Recanati si occupa delle stesse cose però attraverso il cibo. Infatti sostiene i prodotti delle micro eccellenze colpite dal sisma attraverso la sua cucina “Brace & Spiedo”, proponendo nel suo ristorante piatti preparati utilizzando questi ingredienti. Lavora anche all’ideazione e organizzazione di eventi come quello per lo Sferisterio di Macerata a Pieve Torina, svoltosi il 10 agosto, o le prossime cene a tema che partiranno proprio dal Ristorante Andreina. Nel futuro infatti, che sarà a breve, c’è l’ambizione di far conoscere i prodotti in tutta Italia e all’estero tramite eventi, attività di e-commerce, street food e serate in collaborazione con altri chef suoi colleghi.

A proposito delle cene nel ristorante Andreina: quali sono alcune delle proposte dello chef preparate utilizzando i prodotti promossi da Coraggio Marche?

L’utilizzo dei prodotti d’eccellenza agro-alimentari del territorio sono una delle parti più importanti del lavoro di Errico Recanati, che da sempre li usa e promuove nel suo ristorante. Alcune prelibatezze sono il “Mischiato” di pasta con patate e lumache, i Tagliolini di grano saraceno con ragù di quaglie e roveja e piatti a base di patata del Conero. Tra gli immancabili piatti Brace & Spiedo – la principale tecnica che contraddistingue la sua cucina – figurano invece l’Agnello di sopravvissana coratella, animelle e cipolla, la Pernice e giardiniera e Latte di capra, arachidi salate e vino cotto.

Coraggio Marche promuove 20 produttori marchigiani: la selezione ha seguito dei criteri prestabiliti oppure avete accolto ogni richiesta arrivata, purché da parte di aziende delle zone colpite dal sisma?

Abbiamo fatto una ricerca e una selezione basate su criteri di micro eccellenza, cioè aziende di piccole dimensioni – per lo più a carattere familiare ma con una lunga tradizione alle spalle – che fanno un grande prodotto con standard qualitativi rispettosi della natura, dell’ambiente, degli animali e quindi del territorio prima di tutto. Anche perché uno dei punti che vuole combattere Coraggio Marche è la desertificazione di queste zone montane.

Attualmente le aziende coinvolte nel progetto sono di tipo alimentare ma le Marche sono anche luogo di artigianato e molti sono i commercianti che il terremoto ha danneggiato. Prevedete di ampliare il vostro raggio d’azione, dando visibilità anche a queste realtà?

Per ora ci stiamo concentrando solo sul mercato alimentare perché è quello in cui abbiamo più specializzazione e conoscenze e quindi dove possiamo essere più efficaci. Naturalmente stiamo coinvolgendo anche altre realtà collaterali, ma per ora non abbiamo ancora pensato a qualcosa di più specifico.

Ad un anno esatto dal sisma, qual è il vostro bilancio? Le situazioni dei produttori con i quali siete entrati in contatto sono migliorate?

In un anno le aziende si sono dovute reinventare, andando a toccare anche canali con dinamiche lavorative e commerciali del tutto nuove per loro: hanno capito che dovevano rimboccarsi le maniche e trovare un nuovo equilibrio e nuove strade da soli. La situazione purtroppo rimane pressoché invariata per chi ha subito gravi danni, se non fosse per l’innata capacità di non abbattersi che è propria dei contadini e degli allevatori marchigiani, che continuano imperterriti il loro lavoro quotidiano, in un modo o nell’altro. I raccolti non aspettano nessuno e gli animali devono sopravvivere. Tuttavia, perché gli altissimi standard qualitativi raggiunti siano rispettati, possono farlo solo nei Sibillini: in altri luoghi, come ad esempio al mare, il latte o altre produzioni cambierebbero sapore e identità.
Al di là di tutto, è la vita stessa che chiama, a forza e per forza. Ed è proprio per questo che è nata Coraggio Marche: per trovare nuovi sbocchi commerciali e promozioni che continuino a far vivere le micro eccellenze che sono il patrimonio dell’Italia e non solo.

Donatella Rosetti