Le ecosagre si preparano a diventare una realtà tangibile nella provincia ascolana. A lanciarle quest’anno sarà Castignano, primo Comune ad adottare la strategia Zero Waste (Rifiuti Zero) nel Piceno con la conseguente istituzione dell’Osservatorio omonimo a fine anno. Il paese nel 2017 ha raggiunto livelli di raccolta differenziata superiori alla percentuale di legge del 67%, ed entro il 2018 vuole arrivare al 75% attraverso l’attivazione di un compostaggio aerobico e regolamenti comunali su rifiuti e videosorveglianza ambientale.
“Abbiamo iniziato con la lotta alla discarica GETA nel 2015”, racconta Sabrina Petrucci, presidente dell’associazione Marche a Rifiuti Zero che ora ha sede a Castignano (cambia a seconda del luogo di residenza del presidente), “In seguito siamo arrivati al naturale ragionamento che se non volevamo la discarica, non dovevamo produrre rifiuti indifferenziati. Siccome avevamo una percentuale di differenziata piuttosto bassa, abbiamo avviato dei progetti per incentivarla il più possibile”. Hanno aperto un ecosportello a maggio 2017 ed hanno condotto formazione ambientale nelle scuole. Rossano Ercolini, presidente nazionale della strategia Rifiuti Zero, ha incontrato due volte gli alunni degli istituti. All’interno dello sportello sono stati inseriti degli ecovolontari con lo scopo di informare i cittadini sui metodi per una buona differenziata.

L’estate scorsa il Comune ha organizzato la raccolta differenziata della sua più grande festa rappresentativa, Templaria, e dal nuovo anno tutte le sagre dovranno fare altrettanto prevedendo l’uso di stoviglie compostabili al posto dei piatti di plastica. Un sistema che può essere complicato per il veloce smaltimento di un’enorme quantità di immondizia, ma l’amministrazione confida di affidarsi ad alcune ditte specializzate per non creare intoppi. Per quanto riguarda il packaging, sono state contattate delle aziende di Spinetoli e Grottammare. “Quando saremo più sensibili al problema, ci proponiamo di fare come in Trentino, dove le sagre hanno piatti veri, e di prendere due lavastoviglie industriali come si deve”, afferma Petrucci.
In questa scelta il paese non fa altro che aderire alla legge approvata dalla Regione Marche sulla promozione di sagre di qualità per garantire lo sviluppo del turismo e della biodiversità. Le manifestazioni devono somministrare uno o più prodotti o lavorazioni di carattere enogastronomico rappresentativi della cultura, della tradizione e dell’identità del proprio territorio. L’ordinamento definisce come “sagre di qualità” quelle che distribuiscono prodotti che siano al 70% locali e di pregio, con le loro caratteristiche in bella vista, che favoriscano il coinvolgimento dei ristoratori locali e dei titolari di pubblici esercizi, al fine di promuovere l’offerta di menù tipici e la vendita dei prodotti e che organizzino la raccolta differenziata e prevedano l’utilizzo di stoviglie, posate, bicchieri e tovaglie realizzate in materiali biodegradabili e compostabili. Nel portale della Regione si trova un elenco di tutte le sagre di qualità iscritte.
Un prossimo obiettivo di Castignano è estendere la riduzione dei rifiuti agli esercizi commerciali, che se partecipano potrebbero ricevere anche loro un marchio di qualità. Per la sensibilizzazione all’iniziativa si ricorrerebbe agli ecovolontari formati dall’associazione Marche Rifiuti Zero.

Donatella Rosetti