Nella campagna elettorale delle elezioni politiche 2018 l’ambiente non è in cima alla lista delle priorità politiche, ma, se c’è, compare al terzo o quarto posto, dopo sicurezza ed immigrazione. Pochi sono del resto i partiti che hanno definito una linea chiara. Tra questi c’è il Pd del centrosinistra, che ha messo la green economy e la lotta all’inquinamento in primis nel suo programma, dicendo no alla plastica e puntando ad una decarbonizzazione entro il 2050. Liberi e Uguali desidera basare tutto sull’energia rinnovabile e scommettere sui rifiuti zero, entrambi entro il 2050. M5S si concentra sul riciclo dei rifiuti, sul divieto di usare cemento per costruire nuovi edifici e sulla costruzione di un ufficio delle biciclette all’interno del ministero dell’ambiente per una mobilità sostenibile. Il Centrodestra vuole migliorare la rete energetica, Fratelli d’Italia eliminare i materiali non biodegradabili, la Lega Nord dimezzare la tassa sui rifiuti.

Molti partiti mancano all’appello e l’ambiente non dovrebbe essere un qualcosa che rientra nel programma politico, al contrario, dovrebbe naturalmente rientrare negli obiettivi di un qualsiasi governo al potere. Perciò 23 associazioni di protezione ambientale hanno stilato l’Agenda Ambientalista 2018 con 50 proposte da portare a termine, già mostrata alle forze politiche in corsa elettorale e che sarà fondamentale per il confronto con il prossimo governo. 18 sono i temi trattati nelle proposte: energia e clima, trasporti e infrastrutture, valutazioni ambientali, consumo del suolo, difesa del suolo, usi civici, bonifiche, rifiuti, biodiversità ed aree protette, mare, montagna, beni culturali e paesaggistici, agricoltura, turismo e ambiente, Ministero dell’Ambiente, andare oltre il PIL, diritti e delitti ambientali, informazione, educazione, formazione e partecipazione ambientale.

Almeno 5 sono le proposte che devono essere prese in considerazione in modo serio dalla nuova coalizione di governo. La prima è la redazione del Piano Nazionale Clima e Energia per raggiungere l’obiettivo 100% rinnovabili nel 2050 e la definizione di una road map di decarbonizzazione con la fuoriuscita dall’uso del carbone entro il 2025. La seconda è il varo del Piano nazionale della mobilità per favorire la mobilità pulita e liberare le città da congestione, inquinamento ed emissioni di gas serra. La terza è la definizione della nuova Strategia Nazionale per la Biodiversità post 2020, nel pieno rispetto delle Direttive europee “Habitat” e “Uccelli” per conservare un patrimonio che non ha eguali in Europa, minacciato da gravi fenomeni di bracconaggio e di speculazione nelle aree di pregio. Il quarto è sostenere in sede comunitaria la revisione radicale della Politica Agricola Comune, basata sui principi dell’agroecologia e del benessere animale, evitando l’uso di pesticidi nelle aree protette e vicino ai corsi d’acqua, mantenendo il divieto assoluto di prodotti OGM. La quinta è attuare completamente la Strategia Marina per l’Ambiente Marino, derivante dalla Direttiva europea del 2008, e tutelare le aree interne con appositi provvedimenti mirati per le zone montane, nel rispetto della Convenzione internazionale delle Alpi e per il rilancio della Convenzione degli Appennini.

Le associazioni ambientaliste che hanno redatto le linee guida per l’ambiente sono: Accademia Kronos, AIIG, Associazione Ambiente e Lavoro, CTS, ENPA, Fare Verde, Federazione Pro Natura, Federazione Italiana Amici della Bicicletta – FIAB, Forum Ambientalista, Greenpeace Italia, Gruppo di Intervento Giuridica Onlus, Gruppi di Ricerca Ecologica, Italia Nostra, Legambiente, LIPU, Marevivo, Mountain Wilderness, Rangers d’Italia, SIGEA, Slow Food Italia, Touring Club Italiano, VAS, WWF.

L’Agenda Ambientalista integrale è scaricabile interamente qui: https://www.touringclub.it/sites/default/files/attachments/agenda_ambientalista_versione_integrale_elezioni_2018_definitivo.pdf.

Donatella Rosetti