Emergenza riciclo: “Marche a rifiuti zero” aderisce al progetto “La seconda vita delle cose”

Riciclare per se stessi e per le future generazioni, per l’ambiente in cui si vive, ma anche per incrementare l’offerta turistica del territorio perché un luogo più pulito, oltre che essere più sano è anche più accogliente e attraente.

L’elenco dei motivi per i quali è indispensabile riciclare – a dire la verità – è molto più lungo. Ma già queste poche considerazioni sono state sufficienti per spingere un gruppo di privati cittadini a far nascere una associazione per promuove la pratica del recupero e riuso di materiali.

Si tratta di Marche a rifiuti zero, un nome che deriva dall’omonima legge di iniziativa popolare “Legge Rifiuti Zero”.

Marche a rifiuti zero

 

La nascita dell’associazione “Marche a rifiuti zero”

“La nostra realtà – spiega Sabrina Petrucci, presidente dell’associazione – nasce inizialmente come un comitato di cittadini attivo per tutelare l’ambiente da diverse criticità. Prime tra tutte l’installazione di alcune pale eoliche in zone di alto pregio paesaggistico e la questione dei rifiuti perché il Piceno era molto in ritardo rispetto alla raccolta differenziata e non aveva aggiornato il piano di gestione dei rifiuti”.

“Quindi – prosegue Petrucci – la nostra attività è stata dapprima quella della battaglia fatta con tutti i mezzi leciti. Poi però abbiamo capito che era necessario anche indicare alle amministrazioni locali come si poteva lavorare insieme per costruire un piano condiviso su questi temi. E così è nata l’associazione”. 

Marche a rifiuti zero

La mission 

Tra le principali finalità, oltre quella di “far rientrare il ciclo produzione-consumo all’interno dei limiti delle risorse del pianeta e di assicurare l’informazione continua e trasparente alle comunità in materia di ambiente e rifiuti, c’è anche quella di promuovere e incentivare una corretta filiera di trattamento dei materiali post-utilizzo”. Ed è per questo che l’associazione ha deciso di partecipare al progetto “La seconda vita delle cose”.

Il progetto “La seconda vita delle cose”

Si tratta di un’iniziativa che vede come capofila l’Associazione Amici della Natura in collaborazione con altre 5 associazioni, attraverso la quale verrà realizzato un corso di formazione, altamente qualificante, nel periodo febbraio – luglio 2020. Gli incontri si terranno ad Ascoli Piceno, nella sede dell’Associazione Amici della Natura Ascoli Piceno.

“È importante precisare che per la partecipazione al corso non si dovrà sostenere alcun costo e che al termine verrà rilasciato un attestato di adesione” evidenzia Petrucci aggiungendo che “il corso è rivolto a un numero massimo di 25 partecipanti che siano già membri di organizzazioni di volontariato, aspiranti volontari o semplici cittadini”.

Unico requisito necessario dunque: condividere l’amore per la terra e la convinzione che il riuso sia la strada perseguibile per migliorare il nostro pianeta.

“Il progetto mira a potenziare le abilità creative e le capacità tecniche di lavorazione da utilizzare per il riciclo creativo, nonché la riparazione da realizzare in laboratori  specifici”  spiega ancora il presidente aggiungendo che “è necessario garantire un ciclo ordinato delle cose. Non ci può essere una sequenza: produzione consumo, discarica. Dobbiamo riuscire a rompere questa successione lineare che porta a distruggere l’ambiente”.

La seconda vita delle cose La seconda vita delle cose

 

 

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