Questa è la storia di una famiglia marchigiana, Ezio, Norma e Sara, dedita alla vita rurale e alla cura dei frutti della terra. Nel 2008 hanno ristrutturato la vecchia abitazione di famiglia, trasformandola in un bed and breakfast con camere tradizionali. Dal 2014, il progetto è stato ampliato con la realizzazione di un glamping con botti di vino in legno, adibite ad ambienti di vita quotidiana, dalla camera al bagno. Nasce così l’agriturismo sostenibile “Il Rifugio dei Marsi”.

La struttura è ubicata nel cuore del Piceno, a Roccafluvione (AP), alle porte del Parco Nazionale dei Monti Sibillini. L’essenza e la filosofia del loro lavoro si incardinano su tre nuclei principali: la vita rurale, il turismo responsabile e la sostenibilità.

I prodotti serviti agli ospiti vengono dalla loro azienda agricola, quindi a km0, oppure acquistati da piccole aziende dei Sibillini, con attenzione e cura delle economie locali. Lì allevano anche maiali, tacchini, api, galline e hanno un castagneto e una tratufaia di nero pregiato che è possibile visitare con escursioni stagionali.

Sono plastic free, ad eccezione dei sacchetti del sottovuoto per alimenti solidi che però hanno funzione di conservazione e non alimentano lo spreco. Lo spreco alimentare è ridotto al minimo perché ciò che avanza viene dato al pollame oppure viene fatto portare via agli ospiti in doggy bag di cartone. I detersivi sono ecologici e vegetali.

Sara ci ha raccontato il loro passato, presente e una pennellata di futuro, con minuzia di particolari.

«L’idea è venuta a mamma Norma dieci anni fa» ricorda con piacere. «All’epoca ancora non si parlava di glamping e questo tipo di strutture si contavano sulle dita di una mano. Molti erano diffidenti e scettici al principio». La signora Norma, tuttavia, è rimasta determinata e non ha mai smesso di crederci: desiderava offrire alle persone un assaggio di una vita lontana, ma pura e genuina.

Sottolinea ancora: «Gli arredi della botte, sia interni che esterni, sono totalmente in legno. Di questo ne siamo molto fieri. Io ormai sono abituata e non ci faccio più caso, ma io miei ospiti me lo dicono continuamente quanto forte si sente l’odore del legno. Ne è scaturito un lavoro bello e allo stesso tempo etico. Infatti, credo fermamente che, con un pò di ingegno e creatività, possiamo dare nuova vita agli oggetti che altrimenti verrebbero gettati nella spazzatura. È molto importante riutilizzare e riciclare».

«Anche per la doccia – prosegue Sara – abbiamo utilizzato esclusivamente legno, consapevoli del fatto che magari tra 10 anni sono strutture da rifare perché il legno a contatto con l’acqua tende a danneggiarsi. Abbiamo da poco installato uno scaldabagno con pannello solare per sostituire soluzioni elettriche».

Guardando ai progetti futuri, tra poco, dopo un anno di lavori, sarà offerta al pubblico un’altra ospitalità: la yurta mongola, l’abitazione tipica dei popoli mongoli. Tende smontabili, con rivestimenti di feltro dalla lana delle pecore, realizzate in legno, con legature di pelli essiccate degli animali o corde ottenute dal crine di cavallo.

«Abbiamo sempre pensato una cosa alla volta, con grande attenzione e concentrazione» conclude Sara. «Noi, infatti, lavoriamo su piccoli numeri e resta fondamentale, per tutta la nostra famiglia, adoperarsi eticamente. Ci mettiamo il cuore».

Soggiornare al Rifugio Dei Marsi significa farsi prendere per mano dalla natura palpitante, sentirne il richiamo e riscoprirla, come una vecchia amica che torna a casa dopo tanto tempo. I valori della terra e della purezza sono tramandati di genitore in figlio, di focolare in focolare. Sara e la sua famiglia sono riusciti, con il loro lavoro, a regalare a tutti gli ospiti la voce dei boschi, dei loro abitanti, della speranza di un mondo da salvare.

Rifugio dei Marsi