Il 6 e il 14 dicembre si sono svolte nella scuola secondaria di I grado di Castignano le lezioni di La mia Scuola a Rifiuti Zero dell’associazione Marche a Rifiuti Zero. Il progetto, che vede le scuole di Castignano impegnate in percorsi di educazione ambientale già dal 2016, quest’anno ha previsto, per la classe terza, un incontro su energie rinnovabili e comunità energetiche

Il Comune di Castignano, come ha spiegato il Sindaco Fabio Polini, è infatti titolare di un progetto pilota sulle comunità energetiche rinnovabili (CER). Il progetto, che vede Matelica come Comune capofila, gode di un finanziamento europeo di 17 milioni di euro e ci permette di fare da apripista in questo settore innovativo: dalla nostra esperienza arriverà il modello per tutta l’Italia. Dopo l’era dei computer, incalza il Sindaco, viene l’era dell’intelligenza artificiale, del metaverso e delle energie rinnovabili, settori in cui lavorerete voi studenti di oggi.

Con le energie rinnovabili si riducono le energie fossili e si risparmia CO2, migliorando l’impatto sui cambiamenti climatici. Inoltre, questa energia pulita, che è prodotta sul posto, elimina i costi di trasporto e distribuzione, riducendo la bolletta per famiglie e imprese.

I ragazzi chiedono: ma come funziona la CER? In primo luogo, risponde Polini mentre disegna il processo alla lavagna, la CER deve essere in equilibrio e consumare tutta l’energia che produce, per non avere dispersione di energia durante il trasporto o accumuli che danno problemi sulla rete elettrica. Le famiglie dovranno cambiare le loro abitudini e cercare di utilizzare l’energia nel momento in cui viene prodotta, cioè di giorno, così spenderanno meno.

In sostanza, dalle bollette delle famiglie si evince il consumo, mentre dal lato della produzione ogni famiglia o azienda mette a disposizione lo spazio per installare i pannelli fotovoltaici; il Comune, ad esempio, li installerà sui parcheggi. A questo punto è possibile calcolare produzione e consumi attesi. Per far entrare eventuali nuovi consumatori, bisogna valutare se c’è energia disponibile.

Quando le batterie costeranno meno, avremo la possibilità di utilizzare batterie di accumulo, magari le batterie al sale, che non inquinano e durano di più. Per la prima fase, solo il Comune avrà le batterie di accumulo, che utilizzerà di notte per le palestre e l’illuminazione pubblica.

Con le classi prime e seconde abbiamo parlato di economia circolare e rifiuti zero. C’è un parametro per misurare la sostenibilità del nostro stile di vita. Infatti, l’impronta ecologica è data dalla somma dei nostri consumi: a seconda di come mangi, ti vesti, ti muovi o abiti, la tua impronta diventa più grande o più piccola. Durante il laboratorio didattico i ragazzi si sono cimentati con un test elaborato dal WWF e, rispondendo alle domande hanno capito pregi e difetti del loro stile di vita.

Consumare carne tutti i giorni non è salutare e fa male anche al nostro pianeta. Gli allevamenti intensivi, soprattutto quello bovini, producono moltissime emissioni, oltre a consumare molte risorse. Se ognuno di noi consumasse meno carne, massimo due volte a settimana, ridurremmo di molto la nostra impronta. L’alimentazione sostenibile è quella con una forte componente vegetale, stagionale e a km 0. Così possiamo anche limitare le emissioni provenienti dal trasporto, dalla coltivazione intensiva e dagli imballaggi di troppo. 

Ecco che un ragazzo proverà a mangiare meno carne optando per le proteine di origine vegetale. Per quanto riguarda i consumi delle nostre case, sarebbe preferibile abitare consumando meno suolo possibile e ovviamente autoprodurre energia con impianti fotovoltaici e utilizzare elettrodomestici e lampadine a basso impatto energetico. Una ragazza controllerà di persona la presenza di lampadine LED a casa. Importante poi è tenere sotto controllo i nostri acquisti in fatto di abbigliamento. Il fast fashion incide sul 10% dei consumi mondiali, impiegando tra l’altro materie prime scadenti e derivate dalla plastica, per non parlare dello sfruttamento dei lavoratori.  Per fortuna, molti ragazzi indossano vestiti appartenuti a fratelli più grandi, allungando la vita di questi prodotti. Si può sempre migliorare…

Noi italiani raggiungiamo il giorno del sovrasfruttamento, cioè il giorno in cui esauriamo tutte le risorse dell’anno in corso, il 15 maggio. Stiamo vivendo come se avessimo più di tue Terre a disposizione. Se riuscissimo a livello mondiale a spostare di 4 o 5 giorni all’anno questa giornata, nel 2050 arriveremmo a una situazione di equilibrio. D’altronde l’Agenda 2030 punta anche a questo e tutti possiamo partecipare al cambiamento con piccole e grandi azioni quotidiane.