Tra le colline di Santa Vittoria in Matenano (FM), in un contesto di natura incontaminata, Marco Antolini è un custode di antiche tradizioni. Avverte il richiamo della campagna e di un’esistenza autentica e consona ai suoi valori. Esercita la professione di veterinario sin da ragazzo, muovendo i primi passi nell’ambito pubblico come libero professionista della Asl. «Percorrevo 80.000 km all’anno e rischiavo di non vedere crescere i miei figli. Ma la vita è fatta di relazioni ed è importante trovare tempo per noi stessi, anche fosse per coltivare un hobby come suonare la chitarra. Allora mi sono creato, e tutt’ora sto creando, una dimensione che mi appartenga di più».

Sceglie allora di dedicarsi alla salute degli animali da fattoria come veterinario di campagna e si specializza nell’autoproduzione di latte e formaggio.

«È un lavoro che mi riempie il cuore» ci confida. «Mi è sempre piaciuto il contatto con i contadini e la campagna. Allevo un ristretto numero di animali, proporzionato all’azienda, come si usava fare in passato». Avvia, infatti, la sua azienda agricola nel 2002 con sole due capre.

«Ho introdotto anche la produzione del formaggio perché mi piace il processo manuale e l’aspetto tattile della lavorazione. Desideravo offrire un alimento in autoproduzione totale, una pratica che dagli anni ’50 non è più così comune. Non ci dimentichiamo che in un passato, non troppo lontano, la nostra alimentazione era basata su cibi di stagione e di produzione locale. Produrre ciò che mangiamo è sinonimo di libertà, salubrità e valore. Abbiamo il dovere di dirlo e farlo capire alle nuove generazioni». Dallo scorso anno inizia a produrre, seppur in quantità ridotte, il latte fermentato, yogurt e formaggi di diverse salature.

Nella sua azienda agricola alleva con amore e dedizione cinque mucche da latte di razza Grigio Alpina ognuna con il suo nome, delle galline per uova fresche ogni giorno e un’asinella. «Ho voluto e cercato un tipo di mucca tranquilla, rustica e che si ambienti bene. Dopo tanto tempo di girovagare e studi, mi sono imbattuto nella razza Grigio Alpina. Non è autoctona, ma d’altro canto, nel nostro territorio, non si usavano mucche per produrre latte, ma solo pecore. Produce poco latte, massimo 15 lt al giorno ma a me non interessa la quantità, ma la qualità. L’ho scelta anche perché è un animale molto frugale. Vive la maggior parte della vita all’aperto e crea poco scompiglio nel pascolo. È molto docile, non è stressata e dunque anche il prodotto è più sereno, più sano».

Crea “Piccola Scuola Rurale“, un punto di riferimento per tutte quelle piccole realtà, a volte nascoste, che racchiudono qualità, competenza, professionalità e amore per il proprio territorio. Al suo interno troviamo uno studio, un’aula didattica, un laboratorio per la trasformazione del latte ed un’ampia area conviviale in cui è possibile confrontarsi, rilassarsi, parlare o stare in silenzio fra libri e strumenti musicali. Un luogo di incontro per far conoscere persone con altre persone, fornire spunti di riflessione, realizzare corsi sul latte e sulla sua produzione, promuovere realtà virtuose del territorio. «Ho fortemente voluto una scuola piccola piccola dove chiunque possa raccontare storie, condividere esperienze e in cui tutti possano ascoltarle. Un posto dove la voglia di trasmettere e il desiderio di imparare si incontrano. In questo modo si produce latte e si creano relazioni».

Quella di Marco è una storia di lavoro appassionato, nel cuore delle colline fermane. Il suo impegno è quello di portare gente nell’entroterra, per ravvivare i battiti di quel cuore anche ad orecchie più lontane.

PICCOLA SCUOLA RURALE

Per info: 333 2887330