VERSO CASA – Attivi dal 2000 e promotori d’eccellenza. Il Consorzio Piceni Art For Job valorizza le qualità delle Marche. Promuove l’immagine della regione, il suo artigianato artistico, la creatività e la cultura, in stretto legame con le risorse turistiche del territorio. “Da diversi anni perseguiamo questi obiettivi attraverso le produzioni cinematografiche” afferma il fondatore e presidente Sandro Angelini.

In questo articolo vogliamo approfondire il corto “Verso Casa”. Il tema principale è il rapporto con la natura, con l’ambiente circostante, inteso sia come ambiente conosciuto e familiare del territorio delle origini che si vuole ritrovare e riscoprire, sia come ambiente naturale universale che si sente il bisogno di valorizzare e salvaguardare. Il cortometraggio, infatti, immagina e auspica una riconciliazione con la natura e le origini.

Verso Casa

Un giardino immerso nella campagna marchigiana dove piante diversissime coabitano in un’armonia segreta. Tre generazioni di donne improvvisamente vicine dopo tanti anni di lontananza. Riusciranno a trovare il loro posto e a vivere insieme in questo nuovo spazio?

Un prodotto completamente Made in Marche, girato a Senigallia (AN), su colline ricoperte di ulivi e viti che sembrano un enorme giardino a cielo aperto, mette al centro della narrazione la natura e i rapporti familiari.

verso casa

“Verso Casa”, infatti, racconta la storia di Silvia (protagonista: Diane Fleri) che, dopo aver vissuto per molti anni all’estero, torna nella campagna marchigiana insieme a sua figlia Aurora (guarda il trailer di “Verso Casa”). La sua casa le sembra irriconoscibile. Prova dunque a riscoprire un senso di appartenenza a quel luogo, provando ad avvicinarsi al giardino della madre, radicata nelle Marche dalla nascita. Aurora, invece, alla ricerca di un suo posto, riesce a provare sentimenti nuovi che la avvicineranno alla madre e alla terra.

Il giardino e l’ambiente circostante: la parola alla regista Giulia Casagrande

“Verso Casa affronta questioni di primordiale interesse sociale e culturale, che spaziano dall’eco-sostenibilità alla valorizzazione del paesaggio, dalla riscoperta del rapporto con la natura all’esplorazione dei rapporti familiari” racconta la regista e sceneggiatrice senigalliese Giulia Casagrande.

“Il giardino è l’ambiente privilegiato d’ambientazione della storia proprio perché è nel giardino in cui uno dei personaggi (Marinella) si prende cura delle piante ed è qui che si confronterà con la figlia (Silvia) dopo lunghi anni di lontananza da casa. È un regno in cui l’uomo e la donna possono prendersi cura della natura in una dimensione di ascolto e di rispetto. Nel giardino c’è la ricerca di un’armonia possibile tra specie diverse di piante e fiori. Un’armonia che nel mondo esterno al giardino è difficile trovare”.

“Mi sembrava importante che il giardino facesse da specchio di una possibile coabitazione tra i personaggi in quanto questi faticano a convivere nello stesso spazio in maniera spontanea e rispettosa. Nel regno vegetale ogni pianta ha la sua funzione: c’è la più vecchia che protegge la più giovane, quella che cresce senza bisogno di cure da parte dell’uomo, quella che si sposta in continuazione e che si radica con facilità. Le piante raccontano qualcosa di noi umani e dovremmo imparare ad osservarle ed ad ascoltarle”.

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“Prima di realizzare questo lavoro , ho fatto delle lunghe esplorazioni del paesaggio agrario marchigiano e di alcuni giardini. Questa ricerca, anche fotografica, mi ha permesso di vivere il paesaggio e di scoprire la storia di cui questi luoghi sono impregnati. Ho conosciuto tante persone, in primis agricoltori, per comprendere come il paesaggio è cambiato negli ultimi anni, che mi hanno insegnato molto su queste terre. Ho frequentato il Museo di Storia della Mezzadria “Sergio Anselmi” a Senigallia (AN), il polo regionale di riferimento per chi fa ricerca su questo tema che ha un archivio molto ricco e si trova in un luogo bellissimo”.

“I personaggi della storia oltre a muoversi all’interno di un giardino in autunno, attraversano la campagna circostante, e così lo spettatore scoprirà la presenza di alberi molto importanti come la quercia antica che con le sue foglie protettive rappresenta nella mitologia la Madre Terra. È un albero che ospita il più grande numero di specie in natura. Poi il gelso, che veniva utilizzato per la coltivazione dei bachi da seta e per questo ricopriva una funzione di sostentamento per i contadini marchigiani. Con l’avvento dell’agricoltura industriale, però, molti sono stati abbattuti per lasciar posto al passaggio dei trattori e i grandi macchinari per arare i campi. Ci sono anche vigne e ulivi, presenze importantissime nel nostro territorio”.

La campagna di crowdfunding di Verso Casa

A sostegno del corto, è stato lanciato un progetto di crowdfunding (sostieni la campagna). Piante e fiori giocano un ruolo fondamentale nel cortometraggio, pertanto i donatori verranno ringraziati con semi e bulbi da piantare per arricchire il proprio giardino o terrazzo e portare lo spirito di “Verso Casa” sempre con sé.

Al fine di avvicinare i più giovani alle tematiche dell’eco-sostenibilità e del rispetto della biodiversità, verranno organizzate delle proiezioni nelle scuole secondarie.

Piceni Art For Job: progetti in corso

“Abbiamo diverse produzioni in corso. Oltre al cortometraggio “Verso Casa”, stiamo realizzando altri progetti come il documentario sulla vita di Osvaldo Licini (di Mattia Biancucci e Elia Bei; voce narrante: Neri Marcorè; musicista: Paolo Fresu). Un altro progetto molto importante è “6 dimore in cerca di autore” composto da 6 cortometraggi in 6 dimore storiche del territorio” conclude il presidente Sandro Angelini.

 

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PICENI ART FOR JOB

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Tel. 0735 657562

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