Venerdì 19 maggio è stato dato il via all’inizio dei lavori di costruzione della scuola di Arquata del Tronto, una struttura ecosostenibile in legno che sarà pronta in pochi mesi e che andrà a sostituire quella precedente, distrutta dal terremoto che ha colpito lo scorso 24 agosto il Centro Italia.

I fondi necessari per realizzare l’edificio sono frutto di una raccolta fra i lettori del quotidiano La Stampa, grazie all’attività della fondazione Specchio dei tempi che da tanti anni opera per ricostruire, in Italia e nel mondo, strutture ecologiche ed antisismiche, soprattutto scuole; fra queste quella di Bonefro, Barisciano, Santa Croce di Magliano, Cugnoli e Poggio Picenze in Italia; di Namche Bazaar in Nepal, la più alta scuola mai costruita da una organizzazione benefica, situata sulle pendici dell’Everest, a circa 4000 metri.

“Costruiranno la scuola materna, elementare e media a totali spese loro – afferma il sindaco di Arquata del Tronto Aleandro Petrucci – Siamo stati “adottati” da Torino e dal Piemonte fin dai primi giorni successivi al terremoto; tramite l’Anci ho avuto da settembre ad oggi il supporto di 10 persone a settimana, 5 tra tecnici e impiegati e 5 vigili urbani, altrimenti non sarei potuto andare avanti perché qui è tutto da ricominciare, è tutto distrutto, dal municipio al resto”.

La cifra raccolta ammonta in tutto a 3,3 milioni di cui quasi 2.4 circa destinati alla costruzione di questa scuola mentre la parte restante ad altri progetti nella zona interessata, svolti dal Gus di Macerata, riguardanti moduli abitativi, moduli magazzini ed altri di cui hanno fatto richiesta alla onlus, oltre ad una serie di interventi più piccoli legati alle singole famiglie, come la creazione di generatori elettrici ed altri mirati.

John Elkann e Aleandro Petrucci ad Arquata

Il sindaco di Arquata Aleandro Petrucci insieme a John Elkann, che ha partecipato alla posa della prima pietra della nuova scuola che sarà costruita grazie ai fondi raccolti dalla Fondazione Specchio dei Tempi della Stampa

“Stiamo realizzando la platea su cui verrà costruita materialmente la scuola da parte della Wolf Haus, l’azienda di Bolzano che eseguirà l’intervento – spiega il consigliere di amministrazione della onlus Specchio dei tempi Angelo Conti – Purtroppo abbiamo perso del tempo per stoccare le macerie delle due scuole che erano sul sito in cui dobbiamo costruire quella nuova, per cui abbiamo ritardato almeno due mesi, avendo dovuto stoccarle a Roma per circa metà dell’intervento e poi ci sono stati alcuni problemi relativi all’abbattimento. Da circa 20 giorni l’intervento di demolizione e stoccaggio delle macerie è finito e venerdì scorso è stato messo il primo mattoncino. La Wolf ci garantisce di realizzarla in 125 giorni per cui ci auspichiamo che possa essere pronta per l’inizio dell’anno scolastico”.

Dunque in quattro mesi dovrebbe essere completata questa scuola materna, elementare e media, con un’aula di informatica, lavagne elettroniche e soprattutto con una struttura antisismica, progettata dalla Buildings di Torino; la costruzione, invece, è stata affidata alla Wolf Haus di Campo di Trens (Bolzano), azienda specializzata nella realizzazione di ecostrutture antisismiche in prefabbricato pesante.

“Si tratta ovviamente di una struttura antisismica – sottolinea Conti – costruita con le migliori tecniche disponibili oggi al mondo perché la Wolf è un’azienda leader in Europa in queste realizzazioni; è completamente ecosostenibile, con impianti fotovoltaici e particolari sistemi di coibentazione e la offriamo al Comune con una garanzia di 50 anni”.

La scuola rappresenta chiaramente per il sindaco e la popolazione di Arquata, costretta ad abbandonare quello che è rimasto delle abitazioni, un primo passo verso l’idea di una futura ricostruzione del Comune, ormai interamente distrutto: “Per noi rappresenta l’avvenire. Abbiamo puntato tutto su questo perché per ripartire necessitiamo della scuola e di casette di legno in modo tale che tornino le famiglie a ripopolare il nostro territorio ormai vuoto, dato che non c’è più un abitante, avendo dovuto fare un’ordinanza di totale sgombero dell’area interessata dal terremoto, ossia circa 14 paesetti; solo chi possiede i permessi giornalieri per dar da mangiare agli animali vi può accedere. È dura. Speriamo possa essere pronta per l’inizio dell’anno scolastico. Ripartiremo da lì, anche se è presto per parlare di ricostruzione perché dovranno prima togliere tutte le macerie, poi i geologi dovranno verificare se è possibile ricostruirle negli stessi posti e ci sono tanti fattori che lasciano presuppore che i tempi saranno abbastanza lunghi però noi lo rivogliamo il nostro Comune, così come era ma ovviamente con strutture antisismiche poiché qui le scosse non sono mai cessate”.