“Abbiamo inventato la Coca Cola della Canapa”. Afferma così divertito Alessio Amatori assieme all’enologo Simone Schiaffino, entrambi creatori della prima bevanda aromatizzata a base di vino Verdicchio DOC e canapa sativa prodotta dalla Cantina Monte Schiavo di Andrea Pieralisi (Jesi, AN). La sua diffusione è stata autorizzata dall’Istituto Marchigiano di Tutela Vini, anche se non si tratta di un vero vino. Frenate gli entusiasmi, però, il principio attivo della cannabis è molto al di sotto dell0 0,4%.

“Abbiamo imbottigliato solo 1200 bottiglie perchè abbiamo impiegato nella lavorazione solo fresche infiorescenze di canapa.”, precisa Amatori. Bisogna aspettare la prossima stagione per rifare la bevanda. “È stato un azzardo riuscito bene”. Il profumo è erbaceo e il sapore è del verdicchio con un sentore d’aroma di cannabis. Con le infiorescenze si fanno di solito birra, tisane, infusi ed essenze. Si può ricavare, inoltre, il CBD, abbreviazione per cannabidiolo, un cannabinoide non psicoattivo utilizzato nell’industria farmaceutica ed energetica.

L’azienda agricola Canapa Verde esiste dal 2014 ma ha già una buona gamma di prodotti: farina, pasta all’uovo, pizza, piadine, dolci, olio, saponette, crema per le mani. Il tipo di canapa sativa coltivato è la qualità da seme con l’agricoltura convenzionale ma senza l’applicazione di diserbanti. La canapicoltura è una scienza per prove ed errori, dato che in Italia non è stata mai meccanizzata dal secondo dopoguerra ed è stata abbandonata. “Ogni terreno ha la sua particolarità e il suo clima. In questi anni ho sempre seminato in modo diverso per tentare di raggiungere la maniera ideale di usufruire al meglio della canapa”. La pianta da seme genera dei prodotti di migliore qualità e gradevolezza rispetto a quella da fibra, che è più amara. Il suo ciclo di sviluppo produttivo è chiuso. L’agricoltore ricorre a materie prime ed industrie di raffinamento a km 0, collocate nell’entroterra jesino.

“La canapa non è totalmente estranea ai nostri territori, anzi. Esiste un’antica tradizione regionale ed italiana di coltura di questa specie per farne mille usi”, afferma Amatori, che in effetti si trova nella provincia di Jesi, famosa per essere un distretto produttivo europeo di corde di canapa fino all’inizio del Novecento. Nel 2016 per recuperare gli antichi fasti si è costituito il Borgo della Canapa a Monsano (un Comune dei Castelli di Jesi), al quale appartiene Canapa Verde. Il Borgo della Canapa è un progetto di filiera industriale sostenibile che riunisce aziende, associazioni, enti pubblici coinvolti ed interessati allo sviluppo della coltivazione della canapa. L’associazione ha ottenuto dal sindaco di Monsano il riconoscimento di De.Co. – Denominazione comunale della canapa. Gli agricoltori possono iscriversi ad essa e certificare in questo modo la provenienza della canapa.

Il vino si può trovare alle Cantine Monte Schiavo e i prodotti di Canapa Verde sul sito o in giro per mercatini tipici locali.

Donatella Rosetti

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