MONTEPRANDONE (AP) – Modom è una startup innovativa nata nel 2014 che si occupa di bioedilizia. L’azienda con sede a Centobuchi di Monteprandone (AP) progetta e realizza architetture modulari in legno ad altissima efficienza energetica. Il team è costituito da tre architetti, Andrea Marinucci, Claudio Testa e Marco Cecilian, che si sono conosciuti durante gli studi presso la facoltà di Architettura di Ascoli Piceno e da un economista, Michele Prioretti.

Il progetto architettonico che sta dietro a Modom è geniale. Una casa da assemblare in poco tempo con moduli in legno. Il sistema costruttivo è stato battezzato con la sigla MHW, Modular Hardware of Wood: moduli prefabbricati e personalizzabili da poter orientare in tutte le direzioni.

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“L’idea ci è venuta in mente durante un corso universitario su micro-architetture realizzate con sistemi prefabbricati”, racconta Claudio Testa, “Andrea ha frequentato il corso StartAP 21, organizzato dall’Istao, in cui ha conosciuto Michele, e al termine del quale si offriva un contributo a fondo perduto per la costituzione di startup. Abbiamo quindi deciso di sfruttare il contributo e di fondare Modom. Oggi, dopo 3 intensi anni di ricerca e sviluppo, siamo finalmente pronti per affacciarci sul mercato”.

I giovani imprenditori hanno ricevuto importanti riconoscimenti nelle competizioni di StartCup Marche, e-Capital, PNI (Premio Nazionale per l’Innovazione) e Startup Award di Klimahaus. Ora si stanno facendo conoscere per aver partecipato alle fiere di Klimahouse (Bolzano e Como) e al Fuorisalone (Milano).

Caratteristiche

Il nostro scopo è ridurre al minimo le attività in cantiere, spostando tutto in stabilimento, dove possiamo gestire gli imprevisti”, informa Cecilian. Ma che tipo di abitazione si crea con questi pannelli? Il progetto è personalizzabile sulle esigenze della committenza, si va da residenze private a strutture rimovibili per l’esposizione di prodotti, come i temporary shop. Di base i prodotti Modom sono realizzati con materiali ecosostenibili e integrano sistemi impiantistici che permettono di raggiungere un’altissima efficienza energetica con l’obiettivo di arrivare ad azzerare totalmente le bollette e produrre più energia di quanta se ne consumi.

Le strutture portanti in legno offrono estrema sicurezza in caso di sisma. Il legno è cinque volte più leggero del cemento armato pertanto l’edificio è meno sollecitato dai movimenti tellurici. In più, l’edificio in legno è sempre formato da diversi elementi uniti tra loro attraverso connessioni meccaniche, che, se ben progettate, fungono da ulteriore elemento di resistenza al sisma. Infatti contribuiscono a dissipare l’energia sprigionata dall’evento, evitando il crollo della struttura. Gli edifici costruiti in legno resistono molto di più alle sollecitazioni del terreno per via della natura elastica del materiale e della sua capacità di deformarsi lievemente. Inoltre, nel caso specifico del sistema MHW, qualora il sisma danneggi o comprometta la struttura o parte di essa, le sezioni del modulo possono essere recuperate o sostituite, in modo da rendere nuovamente ed in pochissimo tempo abitabile la casa.

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Uno dei principali pregiudizi e luoghi comuni del legno riguarda la sua resistenza al fuoco. Diversamente da quanto si pensi, le case in legno sono in grado di contrastare e resistere in modo deciso e prolungato agli incendi. Le proprietà del legno permettono al fuoco di bruciare lentamente perché si forma uno strato carbonizzato con bassa capacità conduttiva al calore. Il legno è un materiale infiammabile, ma che mantiene inalterata la sua struttura molecolare, quindi il materiale si mantiene stabile e non cede di schianto e senza preavviso, come succederebbe invece ad una struttura in metallo, il quale diventa malleabile con il calore sprigionato dall’incendio.

I tempi di produzione dipendono dal tipo di progetto richiesto, ma si stima che la produzione ad hoc e il montaggio in cantiere di una casa da 100mq richiedano appena tre mesi. Tuttavia, i giovani imprenditori, non soddisfatti, stanno elaborando delle soluzioni a catalogo per assicurare delle case in pronta consegna.

In seguito alla costruzione si possono aggiungere altri moduli e fare altri piani tramite il sistema ad incastro: “Togliamo le falde di copertura e montiamo dei pannelli di solaio, poi prendiamo altri pannelli per alzare le pareti, quindi riposizioniamo gli stessi pannelli di copertura che avevamo smontato prima. Così si ottiene una sopraelevazione veloce”.

Il costo del sistema Modom è in linea con l’edilizia tradizionale, ma la salubrità degli interni è decisamente superiore: lo scopo del team è quello di offrire un lusso accessibile, alla portata di tutti, agendo sul denominatore del rapporto qualità-prezzo. Per garantire la qualità dei propri prodotti la startup sta lavorando con l’agenzia Casaclima per certificare il proprio sistema costruttivo innovativo, in modo che ogni edificio ottenga automaticamente la prestigiosa etichetta “gold”.

Come si costruisce

Se si vuole costruire una casa Modom, bisogna ottenere i permessi in comune, come per qualsiasi costruzione.  “Il problema che riscontriamo, soprattutto nel nostro territorio, è la diffidenza verso questa tipologia di abitazione. La paura più comune è che prenda facilmente fuoco. Il motivo risiede nel fatto che in queste zone non abbiamo una cultura a riguardo. A Nord invece esiste uno storico di strutture ed edifici meno energivori rispetto ai nostri”. Il punto di forza dell’edilizia in legno sta nella sua leggerezza e nel suo prestarsi naturalmente a confezionare strutture di qualità.

Si passa poi alla scelta delle fondazioni, previo consulto di un geologo, quindi si procede alla costruzione. “Stiamo addirittura lavorando ad un sistema di fondazione completamente rimovibile, in modo che, alla fine del suo ciclo di vita, l’edificio possa essere completamente smontato e rimosso”. Le varie fasi della costruzione sono illustrate sul sito di Modom al seguente indirizzo: http://www.modom.it/processo/

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Al Fuorisalone di Milano hanno portato una casa di 25 mq su un’unica autogru con motrice e rimorchio. “Durante questa vetrina internazionale che è la Design Week di Milano abbiamo voluto dimostrare le potenzialità del nostro progetto, andando a costruire una vera abitazione, con pareti da 30 cm, per poi rimuoverla al termine dell’evento. Infatti puntiamo da subito sull’export, perché i nostri pannelli, interamente made in Italy, sono facilmente trasportabili e assemblabili”. Il primo giorno hanno montato la struttura dell’abitazione, andando a posizionare tutti i pannelli modulari. Il secondo giorno invece sono stati montati i serramenti e i rivestimenti, sia interni che esterni.

In lunghezza e in larghezza si possono aggiungere spazi idealmente all’infinito, andando ad agganciare alla struttura esistente altre sezioni di almeno 5 mq. In altezza invece il sistema è stato già ingegnerizzato per costruzioni a due piani.

Il team di giovani ha depositato una richiesta di brevetto per la sua invenzione.

Prospettive

A noi piacerebbe lavorare nel Piceno e vogliamo dare una mano”, confessa Cecilian. I ragazzi hanno costituito un gruppo di lavoro con uno studio d’ingegneria per fornire supporto tecnico ai danni strutturali causati dal terremoto. “Al di là di ciò, ci piacerebbe collaborare con i Comuni colpiti dal sisma per migliorare la qualità delle loro abitazioni”.

Nel prossimo futuro di Modom i giovani imprenditori prospettano la creazione di un configuratore online che guiderà i clienti nella progettazione dell’abitazione dei loro sogni.

La vision aziendale ha per oggetto la realizzazione di hub per micro-architetture autosufficienti che viaggiano nel mondo a seconda delle esigenze del proprietario. Tramite il sistema “plug and play” (attacca e accendi), le persone saranno in grado di collegare la propria casa ovunque. “Vogliamo arrivare a creare una social city, una città con delle funzioni condivise”. Per il momento questo loro progetto, denominato Hub-Ita, rimane un sogno utopico, dal quale però è necessario prendere spunto.

Donatella Rosetti

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