Mercoledì 20 settembre è stata inaugurata la scuola di Arquata del Tronto consegnata dalla Fondazione La Stampa – Lo Specchio dei Tempi al Comune e ai bambini della cittadina colpita dal terremoto del 2016. In soli 120 giorni è stata creata una scuola prefabbricata ecosostenibile, autosufficiente e antisismica. “Siamo molto attenti alla parte ecologica”, dichiara Angelo Conti, giornalista e membro del consiglio d’amministrazione della Fondazione, “Questa è la venticinquesima scuola che costruiamo nel mondo e siamo sempre stati attenti alla tematica dell’ecosostenibilità“. La scuola inaugurata in precedenza di questa, ad esempio, a Namche Bazaar sul Monte Everest a 4000 metri d’altezza, che aveva patito il terremoto del Nepal, hanno cercato di realizzare una struttura il più possibile eco-compatibile. Lo Specchio dei Tempi ha alle spalle una lunga esperienza nel costruire plessi che rispettino la natura. La prima in assoluto è stata costruita nel 2002 a Bonefro, dopo quello che viene ricordato come il terremoto del Molise, ed era dotata di impianto fotovoltaico. “Ad ora quella di Arquata è la migliore che abbiamo costruito”.

La struttura è un prefabbricato in legno con sistema a telaio. Il tetto è a capriate e ha un controsoffitto esterno rivestito da cartongesso REI ignifugo. Il plesso è stato poggiato su una platea in cemento armato e ha un “cappotto” esterno di rivestimento. La scuola è un edificio a consumo zero di classe A4: solo energia elettrica e no utilizzo gas. L’impianto fotovoltaico è da 20 kW, ha un impianto di ricambio d’aria e uno di riscaldamento del pavimento alimentato da pompe di calore. L’illuminazione è a LED e la struttura è interamente cablata e collegata ad un sistema centrale. L’edificio è provvisto anche di recupero dell’acqua piovana per l’irrigazione. È esposto totalmente a sud (aule) e i locali per vitti esposti a nord. “Segue i canoni del Feng Shui come tipologia di edificio, difatti è stato sviluppato con una forma che ricorda l’abbraccio: un lungo ramo disposto a sud e due bracci laterali”, spiega l’ingegnere responsabile del progetto architettonico e della direzione dei lavori Paolo Panetta di Buildings Srl (Rivoli, TO). “In questo caso la forma del terreno si prestava molto bene all’applicazione geomantica”. Non ci sono barriere architettoniche perchè la struttura si sviluppa tutta su un piano.

Ogni aula è dotata di un pannello multimediale touch e in quella informatica ci sono computer Only One, ovvero fissi senza colonnina (case cabinet) come un Mac. Il plesso comprende 2 aule di scuola materna, 3 di primarie e 5 di secondarie, una mensa con cucina industriale elettrica con piastrelle ad induzione (fino a 200 pasti), un’aula biblioteca. La superficie dell’edificio è di 870 mq.

L’innovativo approccio energetico ed ambientale consente di risparmiare sui consumi energetici ed idrici del fabbricato ed assicura un idoneo livello di confort nelle diverse situazioni climatiche. La scuola di Arquata è la più avveniristica ricostruita fino ad adesso e si spera che sia la prima di una lunga serie.

 

Nella foto in copertina il rendering della scuola, sotto sua pianta e planimetria

Donatella Rosetti

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