Donald Trump dice di non credere al riscaldamento globale e con lui molti altri politici sulla faccia del Pianeta Terra. Jeremy Bailenson, docente di comunicazione della Stanford University di San Francisco, è determinato a far cambiare idea agli scettici cronici grazie  alla realtà virtuale. Tramite questa infatti, Bailenson ha potuto verificare la sua efficacia nel rimanere impressa nelle menti della gente. In un esperimento alcuni soggetti sono stati forzati ad avere una doccia virtuale dove mangiavano carbone per dimostrare quanta energia avrebbero consumato nello scaldare l’acqua. La sua equipe ha posizionato sensori dell’acqua nei lavandini delle persone coinvolte nell’esperimento e ha notato che coloro che avevano mangiato virtualmente il carbone adoperavano meno acqua calda di quelli a cui erano state date solo delle indicazioni scritte su quanto carbone stessero consumando durante la doccia.

A seguito di questi studi, ha avviato due progetti nell’ambito del suo Virtual Human Interaction Lab (VHIL) che insegneranno alla gente gli effetti del cambiamento climatico in ambienti marini. Il primo è sull’Acidificazione degli Oceani. L’acidificazione è il processo per il quale l’oceano diventa più acido assimilando l’anidride carbonica che rilasciamo nell’atmosfera. Nell’esperienza offerta da Bailenson e i suoi progettisti gli allievi attraversano le varie fasi di questo processo. Nella prima di queste le persone seguono le molecole di CO2 rilasciate nell’aria e assorbite dalla superficie dell’oceano. Successivamente interagiscono con differenti specie oceaniche e assistono ai cambiamenti nel loro ecosistema come risultato dell’aumento della presenza di CO2. Il modello virtuale di costa disegnato dagli scienziati Fio Micheli e Kristy Kroeker è una replica di una barriera corallina rocciosa attorno alla costa di Ischia. Perchè proprio quest’isola? I venti vulcanici sotterranei hanno rigurgitato anidride carbonica nella barriera, permettendo ai ricercatori di misurare il suo impatto sulla vita marina e dedurre quale effetto il nostro crescente uso di combustibile fossile avrà nelle prossime decadi. Le persone si immedesimano in un corallo e guardano nel corso di tredici minuti la vita attorno distrutta dall’acidificazione. Il corallo alla fine si disintegra scomparendo nel nulla.

Il secondo progetto si chiama Fish Avatars. Prevede il trasferimento dei dati di movimento di pesci etichettati elettronicamente nella prateria di alghe della baia di Monterey trasformati in realtà virtuale nella quale gli umani possono entrare nell’universo sottomarino per osservare le versioni virtuali di pesci viventi. Lo scopo finale è di permettere a chiunque sulla Terra di “adottare un pesce”.

“Speriamo di espandere ciò che adesso è un esperimento di laboratorio in un programma dal raggio d’azione educativo più ampio”, dichiara Bailenson in un suo articolo su SFGATE. Infatti il progetto di acidificazione degli oceani può essere scaricato da chiunque abbia un set Oculus Rift. Ecco un video esplicativo del tipo d’esperienza che si vive in questi progetti: https://www.youtube.com/watch?v=ITbIAfKR_Zk&feature=youtu.be

Altri si sono cimentati nella realtà virtuale come risveglio di coscienze ambientali. Proliferano film a riguardo come “Melting Ice” di Al Gore e “Lake Baikal” di Michael Owen. Poi c’è la realtà aumentata (AR, augmented reality), cioè l’aumento della percezione della realtà con supporti visivi, auricolari o di manipolazione. Il visual artist Justin Brice Guariglia ha realizzato un’applicazione, After Ice, che permette di sperimentare il mutamento climatico da dovunque ci si trovi. Trova la posizione dell’utente attraverso la geolocalizzazione e catapulta in uno scenario nel quale non si può più vivere, un oltretomba sottomarino. L’app usa la realtà aumentata unita alle attuali previsioni NASA per mostrare quanto in altezza sarà salito il livello del mare per il 2080. Si trova su iTunes. EduCycle è un’idea della ditta di bioplastica Neste all’interno del progetto Pre-Order the Future. Insegna con un gioco di AR che tipo di conseguenze possono avere le nostre scelte sbagliate sull’ambiente. Sarà donato a dieci scuole in Finlandia per verificare l’impatto sui bambini.

Realtà virtuale o realtà aumentata, ormai non abbiamo bisogno di molta fantasia per accorgerci dei cambiamenti climatici in atto e di come il nostro territorio andrà a finire. A ricordarci l’aumento della temperatura del pianeta è stata la siccità mai vista dell’estate appena trascorsa, gli episodi biblici di grandine, gli allagamenti e due uragani nel giro di due settimane negli Stati Uniti. La lista è lunga e il dubbio che preme è: può l’empatia generata da queste tecnologie salvarci dai prossimi disastri ambientali?

Donatella Rosetti

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