Il vino non è una magia, è la vita“. Con queste parole di Paola Cocci Grifoni, vogliamo farvi immergere in un racconto che ha il sapore del vino e i colori della terra. Una bella storia, una realtà sostenibile e un’autentica testimonianza di chi davvero conosce la terra: la famiglia Cocci Grifoni che con la sua Tenuta la coltiva da quattro generazioni, restituendo valore alla comunità e producendo vini buoni e territoriali.

La tenuta si trova nel cuore della produzione del Rosso Piceno superiore e del Pecorino in un lembo territoriale che va dal Mare Adriatico ai Monti Sibillini.

Abbiamo intervistato Marilena Cocci Grifoni, Direttore Generale della Tenuta.

La storia

La tenuta Cocci Grifoni è un’azienda familiare ed esiste dal 1933. Ancora oggi custodiscono l’eredità morale del fondatore dell’azienda: Guido Cocci Grifoni.

“La storia della famiglia inizia prima della Seconda Guerra Mondiale in una regione che ha sempre avuto una particolare attenzione al mondo agricolo” descrive Marilena illustrando le origini della Tenuta. “Agli inizi degli anni trenta, il bisnonno Vincenzo acquista la terra (dove oggi vi è un’attività di accoglienza turistica) e si trasferisce lì con la famiglia. Anche il nonno Domenico inizia ad avere un approccio produttivo e costruisce le prime botti, ma ancora non vi era lo spirito del “fare la vendita”. Nel 1963, papà acquista la bellissima azienda San Basso (Offida), oggi riconosciuta patrimonio storico”.

“Un uomo geniale e lungimirante, un grande pioniere. Ha sempre pensato che il suo benessere non poteva essere tale se non vi fosse il benessere di una collettività e questo ha influenzato il pensiero culturale di noi figli” racconta Marilena ricordando suo padre. “Viviamo in un territorio vocalissimo alle uve rosse, ma eravamo molto poveri produttivamente e qualitativamente parlando di uve a bacca bianca e questo lo porta a studiare documenti del passato e a capire se vi fossero dei vitigni performanti per il territorio”. Il padre, infatti, aveva un’idea fissa: creare un grande vino bianco nel Piceno, come il Pecorino: un antico vitigno autoctono italico scomparso da anni. Nel 1987 ne venne impiantato il primo vigneto denominato vigneto madre.

La Tenuta

Nasce così un’azienda vitivinicola che ha fatto dell’agricoltura e del custodire la terra una missione.

Ai vertici della Tenuta oggi troviamo la quarta generazione al femminile della famiglia Cocci Grifoni: Diana, Marilena e Paola, coadiuvate dalla quinta Generazione Marta.

Questi ultimi dieci anni sono stati caratterizzati da un miglioramento continuo, volto a non tradire mai la propria storia. “Ad oggi ho ancora tavoli e sedie acquistati da papà nel 1975 che ho ristrutturato in tutte le maniere pur di non disperdere queste radici e questa storia che io ben ricordo” precisa Marilena. Tutto è curato nei minimi dettagli ma senza sfarzo perchè come lei stessa afferma: “la natura non è sfarzo, la natura è bellezza“.

La vecchia casa di famiglia è oggi diventata la Dimora di Campagna Relais Cocci Grifoni, ossia la struttura dedicata all’accoglienza, dotata di due appartamenti per gli ospiti. La Dimora si trova vicinissima alla Cantina ed alla Terrazza Panoramica della Tenuta.

 

cocci grifoni

I vini

Per selezionare le varietà a minor impatto ambientale, le tipologie dei vitigni vengono studiate e selezionate. I loro vini D.O.C. e I.G.T sono: Montepulciano, Sangiovese Pecorino, Passerina, Trebbiano T. e Verdicchio.

La cantina, vanta della certificazione in biologico con l’ente “Suolo e Salute”. “In vigna si fanno interventi miratissimi, con una meccanizzazione non invasiva di ultimissima generazione” illustra Marilena. Inoltre, lavorano a stretto raccordo con le agenzie regionali delle Marche per la lotta integrata alle malattie della vite adottandone i disciplinari.

Agricoltura etica

In un’epoca in cui il settore agricolo risente più che mai dei problemi causati dai cambiamenti climatici o dallo sfruttamento di terreni e animali, la risposta della Tenuta Cocci Grifoni è un approccio etico. L’obiettivo? Coltivare materie prime sicure, sane e sostenibili nel rispetto della natura ma senza dire no a scienza e tecnologia.

La loro cura va oltre le viti piantate nel suolo: solo il 50% é destinato a vigneto, il 7% ad oliveto e il 12% a cereali. Gran parte della terra è lasciata libera per la conservazione dell’habitat naturale e per il ripopolamento della flora e della fauna selvatiche. Aumentano le sostanze organiche del terreno con tecniche di inerbimento naturali. Hanno lasciato crescere boschi naturali intorno alle vigne per il ripopolamento degli insetti utili al ciclo biologico delle uve ed il passaggio degli animali selvatici. Proteggono le rondini che nidificano nella cantina da 46 anni.

Conservano intatti i calanchi calcarei, guardiani dei fossati, senza disboscarne o cementificarne i naturali pendii per favorire il ciclo biologico delle acque piovane. Impiegano solo sistemi di irrigazione a goccia e solo quando ciò si rende strettamente necessario nei periodi di grande siccità. Utilizzano materiali poco impattanti, come legno e vetro.

“Abbiamo avviato progetti di ingegneria naturale posizionando, ad esempio, pali di legno incuneati cosi da fermare naturalmente la terra. Con il legno dei nostri boschi abbiamo inoltre realizzato delle panchine da posizionare lungo il sentiero nei pressi dell’uliveto” ci descrive Marilena.

Limitiamo l’uso di risorse energetiche tradizionali mediante generazione fotovoltaica per il 50% del fabbisogno aziendale e con solare termico per il 100%. Da evidenziare è anche la riqualificazione termica dello stabilimento con il cappotto termico. “Oggi abbiamo una cantina che d’inverno non si raffredda e d’estate resta molto fresca” ci spiega Marilena. “Questo ci permette di ridurre l’uso di aria condizionata e risparmiare di conseguenza energia elettrica”. Hanno ristrutturato gran parte del parco machine facendo attenzione ai consumi e alla sicurezza. Controllano, inoltre, le emissioni di CO2 nell’ambiente attraverso l’utilizzo efficiente dei mezzi agricoli a trazione motore.

Sostenibilità sentita anche verso la comunità. “L’obiettivo che mi sono posta nell’ultimo triennio è cercare di introdurre all’interno dell’azienda talenti giovani, freschi e che abbiano interesse a cimentarsi in questi ambiti” conclude Marilena. “Ѐ fondamentale rispettare questo ambiente. Costruire un progetto di resilienza è molto impegnativo e di grande educazione per i giovani”.

 

 

tenuta cocci grifoni

 

 

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